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VIGNETI


Balbi Soprani coltiva 21 ettari nei comuni di Santo Stefano Belbo e Cossano Belbo. L’area è quella delle colline del Moscato d’Asti, un territorio di struggente bellezza e tradizioni antiche, le cui colline sono state riconosciute Patrimonio Mondiale dell’Umanità per l’inestricabile legame che unisce l’uomo alla viticoltura. Qui i declivi si susseguono talmente ripidi e scoscesi - con pendenze oltre il 50% - che si può parlare di viticoltura eroica: quel lento e costante lavoro di terrazzamento che, nel corso dei millenni, ha strappato terreni adatti alla vigna a fitti boschi e pendii quasi impraticabili

Tra le piante si vedono al cielo le terre scoperte che di giorno gli rubano il sole. Lassù brucia il sole tutto il giorno e la terra è calcina: si vede anche al buio.

Cesare Pavese

UN SUOLO PER LA VITE


Dal punto di vista geologico le colline del Moscato sono di origine terziaria, appartenenti al Miocene, ovvero formazioni sottomarine che risalgono a oltre 20 milioni di anni fa. I suoli sono costituiti da depositi di conglomerati calcarei sabbiosi e marne biancastre calcaree. Caratteristica che, in superficie, si presenta nell’aspetto della «calcina» descritta dallo scrittore Cesare Pavese: una polvere bianca e finissima che durante il giorno si arroventa e di notte brilla sotto la luna, sollevandosi in piccole nubi ad ogni passo. La particolarità dei terreni, il microclima, le pendenze e l’esposizione al sole donano al Moscato qui prodotto caratteristiche uniche, che esaltano la sua originale aromaticità e la finezza, mantenendo un’eleganza e una freschezza senza pari.

I SORÌ DEL MOSCATO

L’area di produzione dell’Asti Docg e del Moscato d’Asti Docg è stata ufficialmente delimitata nel 1932. È un territorio che comprende 52 Comuni che si trovano nel territorio di tre province: Alessandria, Asti e Cuneo. La superficie totale del vigneto a Moscato bianco è di circa 10 mila ettari ubicati sulla destra orografica del fiume Tanaro. Il paesaggio è formato da colline dalla forma allungata con numerosi calanchi a strapiombo, colli alti e ripidi, con crinali in forte pendenza. Sono i Sorì, ovvero i vigneti più soleggiati e scoscesi che, proprio a Santo Stefano e Cossano Belbo raggiungono pendenze vertiginose, oltre il 50%.

SANTA LIBERA

Cossano Belbo


Questo splendido vigneto di 6 ettari sorge nell’omonima Località Santa Libera, nel Comune di Cossano Belbo. Un vigneto scosceso a circa 400 metri, in parte terrazzato, con esposizione ottimale, in una zona incontaminata, circondata da rigogliosi boschi e noccioleti

SAN GRATO CASCINA BORMIDA

Santo Stefano Belbo


Cascina Bormida è il vigneto adiacente alla cantina, appena fuori dal paese di Santo Stefano Belbo in direzione di Cossano Belbo. Un appezzamento di circa 9 ettari coltivati a Moscato Bianco e Brachetto. Ha un’altezza media di 200 metri.

SAN GRATO MONTI

Santo Stefano Belbo


In zona San Grato, in posizione elevata, sorge il vigneto San Grato Monti, con un’altezza media di 400 metri. È un appezzamento di circa 1,5 ettari in una zona delimitata, a Ovest, dalla valle del fiume Belbo e, a Est, da fresche zone boschive. Nella parte più alta di San Grato, oltre al panorama mozzafiato, è ben visibile lo straordinario lavoro di terrazzamento che ha reso possibile la coltivazione della vite in quest’area.
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